Diario Cambridge e Londra •PDF• •Print• •E-mail•
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•Written by Riccardo Carlesso•   

 Questo diario parla di un viaggetto fatto nella calda e assolata Inghilterra per il ponte di San Petronio (dal 4 al 7 di ottobre). Due giorni a Cambridge e due a Londra, con la mia amica Chiara. Mancano ancora molte foto, ho dei disguidi con l'upload foto nel sito, chi capisce 'sta frase me ne scuserà, spero.

Giovedì: Cambridge e giro per colleges, pubs, e fiume Cam.

Il magnifico King's CollegePartenza ore 8.00 dal lavoro alla volta di Orlì (oh mio Dio l'errore non era voluto, giuro, poi vi spiego). Penso di trovare un sacco di traffico, ma la città è deserta, e l'autostrada pure. Chissà perchè. Vicino all'aeroporto le indicazioni della città tendono a perdere la 'F', non so per quale misteriosa invidia del pene aeroportuale ;)
Alle 8.50 entro, faccio il check-in in 30 sec, e mi faccio cappuccio e pasta. Voci discordanti mi suggeriscono di spostare la macchina dal mio 'parcheggio bazza'. Alla fine la sposto in una zona a righe bianche, ma il dubbio rimane. Capisco poi perchè Bologna è deserta: oggi è San Petronio, il patrono della Rossa. Alle 10.45 ci imbarcano, arrivo verso l'una, 12.00 UK time. Ché poi ci vorrei proprio fare un salto a Greenwhich, una volta di queste, a vedere se c'è un megaorologione, o una linea verticale oltre la quale il sole cambia colore...
In attesa e nell'aereo mi faccio una cultura leggendomi la parte su Cambridge della mia neo-comprata Lonely Planet dell'Inghilterra. Unico pacco, dopo aver cercato sotto R e U Regno Unito ho trovato tra i best seller l'Inghilterra ieri pomeriggio, per poi scoprire oggi che c'è solo la regione inglese, lasciando fuori quella 'regione inutile che è il Galles' (according to Ali G) e la Scozia. E io che avevo comprato la LP anche per vedere se c'era scritta la curiosità sul Fifth of Forth di Edimburgo, mockata dai Genesis con Fifth of Firth. Sposto l'ora indietro.
Atterraggio ignobile (in pieno stile Ryan Air, lasciatevelo dire ragazzi) a Stansted alle 12.00 UK time (will be the default from now on).

Ore 12.20: megafila per controllo dogana (dove la tipa rigira per 30 lunghi secondi la mia carta d'identità, poi sfila la foto e la analizza all'infrazzurro); alle 12.22 ho finito (apriva la cassa 12 e ho avuto buoni riflessi). Alle 12.24 cominciano a uscire le valigie. Scorre davanti a me una valigia fragil per tale Filippo, che abita in via Palladio a Bassano del Grappa. Grabbo la valigia rossa e mi avvio alle informazioni treni, che per 8 sterle mi vendono un biglietto dicendomi: "Il prossimo è tra un'ora  ma, se ti sbrighi, quello di 5 minuti fa è in ritardo". Corro per 400 m con valigia, suscitando l'ilarità di questi tempofili. Il ferroviere sta per far partire il treno, mi vede arrivare come Furia, e con aplombe inglese mi sorride in modo impercettibile. 12.35: entro grondando sudore.

Scambio di parole col vicino, cui faccio domanda retorica: 'Is this train heading to Cambridge?'. Non risponde con un monosillabo, bensì con uno sproloquio. Forte di Heroes e Lost, mi setto in English mode e ascolto: lui va a Ely, città di cui ho letto; a 15 km da Cambridge, vanta una splendida cattedrale ed un nome che deriva dalle anguille. Insomma, un po' come i Tre Ponti di Comacchio!

Arrivo a Cambridge verso le 13.15. Il cielo è splendido (pioverà solo 3 volte oggi) e fa caldo. Rispetto a Bologna, 7-8 gradi in meno, e li senti tutti, come essere in montagna a luglio: stai bene in maglietta, ma un filo di vento t'uccide (per la diversa proporzione conduzione/irraggiamento). L'albergo è a uno sputo dalla stazione, appena a 200 metri direi, ma sono al secondo piano senza ascensore e questo mi sembra imperdonabile in un albergo :)

Alle 13.30 salgo in camera, faccio un download, e bussano alla porta... Se degli stitici gelosi mi danno dello snob, li contraddico subito: io cago sempre con facilità, affabilità e, direi, apolidità. Questo water inglese lo dimostra.

Esco e scopro che la tipa è entrata mentre cagavo (!!!), per passarmi il foglietto con chiave WEP che le avevo appena chiesto al telefono!

Alle 14 esco e faccio un primo filmino. Fish chips per strada, passo una bellissima chiesa (ma non ci entro), vedo un primo college sulla destra. Decido di entrare all'Emmanuel College. Il Front Court è molto bello, di fronte a me c'è una cappella eretta da Wren: Stando alla LP, il famoso architetto era nipote del vescovo di Ely, imprigionato dal cotopo (non mi viene) Cromwell nella Torre di Londra e ben deciso, una volta uscito, a far erigere tale cappella. Tutto intorno è stupendo, ci sono laghetti, anatre e folaghe ferraresi ovunque, ma sono ENORMI.

Ragazzi studiare, ragazze prendere il sole, insomma vedo di tutto: la caratteristica di questi college - che mi mancava di brutto - è di essere una via di mezzo tra "L'attimo fuggente" e "Harry Potter". Contesto bucolico e universitario, con splendidi rampicanti rossi sulle pareti a nord - talvolta. La genialata è semplicemente far dormire studenti e professori sotto lo stesso tetto, non mi sembra così difficile, eppure ha funzionato per secoli laureando gente del calibro di Fra' Pancetta e Isacco Melaintesta.

Andando oltre, vedo segnalato un parco: un'ondata di ricordi mi pervade. Quando avevo 15 anni c'ero stato, in realtà stemmo a Cambridge per due settimane e tutte le mattine frequentavamo una scuola sul lato est del parco Parker's Piece e ci andavamo spesso; andare verso il centro di questo parco è stato un tuffo nel passato, un'agnizione così forte che mi son sentito Hiro Nakamura. La fotografia più vivida è di me 14enne che giro col mio zainetto giallo (sfigatissimo - allora) e attratto da centinaia di moscerini, che erano (scoprimmo poi con rigore scientifico) attratti dal giallo. Altri tempi, stesso colore.

Torno in St. Andrew's St. e taglio per Downing, convinto a vedere 'sto benedetto Kings College tanto magnificato dalla guida. Intravedo il Pembroke's College ma non entro, risalgo per Kings Pde ed eccolo a ovest: lui, la più bella opera architettonica di Cambridge ed uno dei massimi capolavori gotici in Europa (LP). Entro agratis, ma la cappella a lato costa 4.50L, e non posso far flash (!!!). La chiesa è stupenda, molto luminosa nonostante le finestre istoriate (la mia Nikon però la pensa diversamente, come la Apple). Questa chiesa non fu devastata da Cromwell, forse perchè lui studiò in questa città. La volta a ventaglio non si sa davvero come faccia a star su, eppur non si muove. Wren stesso ammise di non saperla fare! In fondo intravedo l'Adorazione dei Magi di Rubens Maroscia, ma non m'impressiona. Mi faccio un giro per le navatelle laterali, ma è troppo presto per gli emozionanti vespri serali delle 17.30.

Dietro il college c'è l'ampio spazio verde dei Backs, attraversati dall'ansa ovest del Cam (che fa un giro tortuoso a U, quindi te lo puoi godere a ovest quanto a est!). Qui vedi studenti e turisti fare Punting: la giornata è splendida. Ci son turisti qua e là (in particolare sono in sync con 2 giapponesi, una koreana con un'italiana, e altra gente: entriamo e usciamo dai college con gli stessi tempi!). Gli animali sono enormi, non obesi come gl'inglesi, ma proporzionatamente più grandi: aghìra un nadràzz c'l'era grand cumpàgna. Li ho fotografati se non mi credete ;)

Esco che son quasi le 16.00. Di fronte ci sono negozietti vari, molto caratteristici, in cui intravedo diversi uomini-focaccina. Subito oltre vedo la chiesa di St. Mary: una chiesetta senza pretese, evidentemente protestante, un interno spoglio che ricorda quelle di Costanza. La bazza è che per 2 sterle, un sorriso e 200 calorie, puoi salire gli scalini e vedere la città dall'alto.

16.05: salgo le scale, rifiato e poi perdo di nuovo il fiato. La vista è splendida, soprattutto verso ovest (subito lì hai il Kings e dietro i Backs) e, andando verso nord, dove si avvicendano la Senate's House, il bellissimo Gonville&Caius College (che troverò chiuso) e oltre il Trinity, mia prossima meta.

Unico neo della vista, il chicken wire tutt'intorno: evidentemente ci son molti studenti suicidi. Con la mia macchina fotografica faccio un video a 360 gradi, e l'italiana che sta con la koreana viene smascherata sentendomi parlare. Scendo in tempo record (saranno 5 piani di scala a chiocciola sdrucciola, e quando dico sdrucciola non alludo certo a chiocciola, nè a sdrucciola, sebbene ne avrei ben donde, ma non ne avrei per donde) :)

Alle 16.30 entro finalmente al Trinity College. Non cago l'alberello a destra, di cui vi dirò. Dopo l'ingresso c'è un enorme spiazzo con una fontana coperta al centro (e una bella gnocca che legge un libro, spaparanzata al sole). A destra, il soave suono d'organo mi spinge a entrare. La cappella è stupenda, e contiene statue di VIP che si son laureati qui, tra cui Newton e Bacon. Cerco il melo di Newton, ma invano (!!!). Mi faccio un bel giro tra cappella e Courts vari e do un occhio al fiume. Esco e chiedo alla guardia del melo: eccolo lì di fianco.

Alle 16.50 entro al St. John's e me lo guardo tutto, con tanto di cappella e ponte sussurri.

Il St. John's è a pagamento, ma a breve capirò il perchè. E' enorme, ha un percorso suggerito per turisti che passa per 7 cortili (!!!). Passato il bel Court d'ingresso, entro nella cappella; il più d'essa è chiuso a chiave, c'è un librone e qualche quadro. Entro in un cortile con i lati ornati, la guida datami all'ingresso fa notare un sacco di particolari. Ma la parte più interessante c'è al prossimo, dove il tutto si apre con grandi alberi, sulla destra c'è una grande costruzione gotica (vietato a ospiti) e sulla sinistra un lungo corridoio ad arcate, che sembrerebbe bolognese, se non fosse per il color avorio. Questo corridoio a un certo punto è chiuso sui due lati e mi trovo ad attraversare il Cam. Eccomi al ponte dei sussurri: stupendo intravedere dalla parete intrecciata gioviali ventenni smangiucchiare in barca mentre il valoroso di turno "Punta". Fotografo enormi animali e torno all'ingresso. Alle 17.20 son di nuovo in strada.

Alle 17.30 incontro la Round Church (una curiosa e antica chiesetta costruita dai normanni, credo) ma arrivo lungo: è già chiusa. Non so che fare, la visita culturale è finita.
Ore 17.30: devio a est in una via piena di negozi. Entro al Sussex College, ma esco subito: ho un deja vu, son convinto di esserci già stato.
Alle 17.45 trovo lo stupendo Christ College: purtroppo è chiuso, ma mi riprometto giurin giurello che un giorno me lo farò!!!

Giro del cavolo e mi ritrovo alla Round Church, questa volta risalgo a ovest per la via che ricordavo da piccolo (Magdalene Bridge St) fino al Cam e lo costeggio verso est. Evidentemente quando stavo a Cambridge tutti i giorni in bici dovevo sbucare da nord ovest, perchè ho ricordi vividi e ricorrenti di questa via...

Alle 18.30, circumnavigando il Cam, approdo al primo dei due pub che avevo sottolineato stamane, il Fort St George. Mi faccio un sidro (mezza pinta se no non riesco a provare tutto), 'dry', come dice lui, contrapposto a 'sweet'.

Dato che ho camminato molto e i piedi fanno male, mi concedo un beef burger con fried egg, bacon and chips, una cosina leggera per coricarmi (col problema che son solo le 18.30, ma cavolo, qui alle 18 è già tutto chiuso!!!) e una pintina di Guinness per mandare giù il boccone. L'oste è gentile e cafone allo stesso tempo, dice Aye x dire sì, ricorda quegli stereotipi irlandesi sbrigativi ma affabili che sono rassicuranti se non altro quando stanno alla brewery. Wink Cristo, che buona la Guinness! Un altro mondo! Tacco morirebbe d'invidia se solo sapesse. Centellino le sigarette, dato che qui costan 5 sterle (il doppio che da noi!).

Alle 19.50 il nostro eroe, infreddolito, va verso il centro alla ricerca di mete più calde e affollate...

Verso le 20.15 sono all'Eagles. Non potevo mancare il pub di fronte al Kings College dove i due inventori del DNA (Watson & Crick) venivano a sbronzarsi e rimuginare sulla loro idea, n'est-ce pas? Avevo già trovato da sedermi di fianco a 3 belle gnocche (di cui una mi fissava), ma 'ste stronze si alzano 30 secondi prima che arrivi la mia birra (una IPA, inglese, sta per Indian Qualcosa). Vabbè, niente Lille bis, mica può andare sempre bene. Pausa paglia nella dependance di fuori (tutti i tavoli occupati, non si può fumar dentro in NESSUN locale dell'UK), poi rientro. Ogni tanto fan capolino degli universitari pittati strano: un tipo dipinto tutto d'azzurro, uno con piume da indiano ovunque, una tipa con maschera, e tutti più o meno truccati da qualche parte sul viso.

Alle 21.30 mi siedo a un tavolo vuoto, appena prima che dieci studentelli si precipitino intorno a me. Nessuno mi rivolge la parola, e mi sento un po' cretino... Tra un po' mi sa che vado verso. Alla fine rompo il ghiaccio sapientemente con l'unico ragazzo del gruppo, chiedendo di studenti vestiti strani, quasi fossero in goliardia. Mi confermano che sono freshmen alla loro prima settimana (le lezioni sono iniziate questa settimana), quindi delle supermatricole. Ben, Tom e Danielle mi parlano di come funziona in Inghilterra da un punto di vista assistenziale, siccome non ne so mezza. Chiacchierata interessante, che anche i ragazzi del St. Claire College sembrano gradire.

Alle 21.20 i ragazzi vanno e aggiorno il diario. Sarebbe bello se fosse mezzanotte, ma quassù va così. Sono emozionato un po' per domani...


L'hotel delle chiavi incrociateAlle 22.00 sono all'albergo, stremato... nel frattempo ho intravisto l'hotel del Camerlengo, the Crossed Keys, con colori pacchiani tra il giallo e il blu.

Venerdì: partenza per Londra 

Sveglia ore 8.10, il cell ha salutato, fortuna che c'è sveglia backup ed il mio orologio mentale. Colazione leggera con bacon, egg, wurstel all'inglese (ottimi), toast con burro e marmellata di lamponi, latte coi cornflakes.

Mi faccio bello, chiudo la valigia, carico il cellulare in una presa da rasoio, e alle 10.30 mi appresto a partire.

Alle 10.50 sono al secondo piano della City House, sempre più emozionato. Entro e mi bombardano di domande su ciò che so fare e ciò che ho fatto in questi anni. Marian è dura quando può (forse ne vuole), mentre Hans e l'altro ragazzo caucasico sono più accomodanti. Alle 12.30 esco così tronfio che mi faccio una sigaretta e vado subito in stazione per Londra, ignorando il suggerimento di andare a cercare gli affitti in Regents Street.

Alle 13.15 parte il treno per Kings Cross, arriva un'ora dopo, poi metro per Ealing Common. Qui infatti abita la mia amica poliglotta Chiara, che vive all'estero da una vita; l'andai a trovare già nel 2004 a Bruxelles, e ora vive a Londra in questo quartiere nell'ovesturia di Londra.

Arrivo alle 14.08. Dopo aver filosofato sulla vita in metro a Londra con un'operatrice (starò 2 giorni, dormo là, poi vado a Stansted), opto per un day pass. Alle 14.31 prendo la Piccadilly a ovest per Ealing Common. Alle 14.33 sento dire la frase "Mind the gap": ora sono ufficialmente a Londra. Frustrante ed emozionante nel contempo passare Covent Garden, Piccadilly, Hyde Park senza fermarmici... ma devo mollare la borsa!

Alle 14.55 esco allo scoperto a Barons Court. Alle 15.10 arrivo a Healing Commons. Alle 16.19 metro per il centro.

Alle 16.50 sbuchiamo a Green Park, dopo un'ora di chiacchiere personali su per New Bond St, poi stradina per Oxford St. Sono le 17.10 e c'è un sacco di gente.

Alle 18.30, dopo vari giri per Oxford St., il Tottenham, Charing Cross Rd. (dove abbiamo salutato il St. Martin's College dei Pulp),  Piccadilly Circus, vado da Hamley's in Regents St., dove compro un giochino per i nipotini. Infine ci troviamo con la sua amica Nicoletta ai Three Greyhounds, tra Greek St. e Old Compton St. (al centro di Soho) dove prendiamo una pinta Guinness. Bis con una London Pridd, un'altra ale tipo la IPA di ieri alle 19.45.

Nicoletta (marchigiana dall'accento vivace, che vive qui da un annetto) ci lascia, e un uomo di colore frega due sigarette a un'allibita Chiara, per poi andarsene; cacchio, almeno in via Zamboni te le chiedono! Andiamo nel pub più vicino a mangiar qualcosa (il fish 'n' chips di Oxford St. non mi aveva del tutto saziato) e mi faccio un pollo con bacon cheese e chips, sempre per star leggero. Il pub è quello delle due pinte (contestualmente chiediamo una terza pinta di Guinness per mandare giù il boccone), perchè Chiara ha fame e non vogliamo muoverci per cercare (il sushi qui di fianco in Old Compton aspetterà!). Alle 22.30 decidiamo di continuare l'esplorazione della città.

Giretto per Soho, poi in Oxford St. passiamo per il '100' (dove son nati gli Stones), 15£ - no, grazie! - poi ancora in Soho per il Borderline (7 euro, do un'occhiata sotto, ma non mi piace granchè) e infine Chiara mi porta verso il fiume. Leicester Square, poi Charing Cross, con viottolo superaffollato, dove mi fa vedere uno splendido wine bar in chiusura, che ricorda un po' la splendida Buca delle Campane a Bologna.


Una costruzione nota ai più... Romantica passeggiata Charing Cross Bridge, dall'altro lato ci vien mezza voglia di fermarci in un baretto alla moda sul Thames, poi l'altra metà prevale e saliamo a ovest verso il Parlamento (con la torretta dell'orologio a lato). Un paio di doverose foto con treppiede, dove sventaglio il know-how karaokiano di foto notturne, e torniamo nella rive droite affiancando, il grande Ben (pare infatti che il creatore del famoso orologio fosse un'ingombrante personcina di nome Benjamin). Passiamo davanti a Downing St., chiusa ai pedoni, dove Gordon Brown avrà sonni infelici causa troppe sirene. Attraversiamo Trafalgar's e infine sbuchiamo a Leicester Square appena in tempo per l'ultima metro (che ci stava chiudendo in faccia). Sono le 00.27.

Rischio di addormentarmi un paio di volte, scendiamo a Ealing verso l'una e nel cammino verso casa troviamo un pub aperto. Ora non abbiamo più il problema di Cenerentola (io semmai ho quello della Bella Addormentata). Mezza pinta di Leffe della staffa (troppa per me, devo ammettere) e verso l'una e mezza rincasiamo.

Ore 2.30: buona notte.

Sabato: intorno al Tamigi

Sveglia ore 9.30. Caffelatte, download (guarda Oui come son diventato bravo!) e doccia. Il latte fresco stamane è in ritardo, quindi centelliniamo quel che c'è: gustosissimo. Usciamo tardissimo verso la metro. Entriamo alle 12.03 e mi faccio la tessera Oyster: ora mi sento molto londinese!

Alle 13 siamo a St. Paul e ci facciamo un caffè decente al Caffè Nero.

Scendiamo per Paternoster Sqr e scendiamo per il Millennium 'wobbly' Bridge. Passatina per la Tate Modern (una vecchia centrale idroelettrica ristrutturata come museo d'arte moderna). Passeggiata verso est dove passiamo il teatro di Shakespeare's Globe, poi the Anchor's e la chiesa Southwark Cathedral, credo, dove fu battezzato Harvard (di cui a Cambridge ho visto il college, c'è proprio una connessione per tutto). In tale chiesa c'è un obolo di 2 sterle per far foto, che coscientemente evado, stupendo Chiara. E' una cosa che detesto, pagare per visitare una chiesa. Strani - per non dire altro - questi inglesi.

Infine approdiamo all'affollatissimo Borough Market, dove Chiara si compra un Chorizo Sandwich. Io invece mi faccio una fajita al pollo con satè, MITICA, al Fusebox Kitchen, per voi immortalato.

Alle 15, usciti dall'affollatissimo mercato, andiamo a farci un secondo caffè al Caffè Nero, di fronte alla ricostruzione della nave pirata di Francis Drake, dove il nostro protagonista si gode un ottimo caffè *lungo*, il che suona snob a Londra e quindi ci piace un casino :)

Alle 15.37 passaggio per Hay's Galleria, dove c'è una statua strampalatissima di pirati su una nave, il tutto stilizzato in bronzo.

Passata la galleria arriviamo al Tower Bridge, dove vediamo la Torre di Londra e, dietro di essa, faccio la conoscenza di un nuovo edificio ellissoidale, che Chiara considera aver forma volutamente fallica, considerazione che non condivido. Le linee che lo definiscono non sono ellittiche ma sinusoidali, dando un senso di leggerezza alla struttura stessa.

Passata la torre di Londra prendiamo il bus 15 e fermiamo davanti al Palazzo du justizia perchè è troppo bello: costringo Chiara a raggiungere Covent Garden a piedi.

Mentre Chiara fa tappa veloce in un bagno pubblico, fotografo il palazz di just, compro diet coke e sigarette, e do un'occhiata a dove siamo.

Alle 16.50 prendiamo Fleet St. e tagliamo per Drury Lane (ebbene sì, quella del "Muffin Man who lives in Drury Lane", di Shrek 1 e 2!). Di lì a poco arriviamo a Covent Garden, una cacofonia di persone, negozi e giocolieri che mi spaesa un po'... mi innamoro di una deliziosa e allusiva maglietta con "hes gay" e una freccia a destra, ma 20L mi sembran troppe.

Alle 17.28 ci infiliamo in Neal St., piena di gente. Poi Chiara mi porta in Neals Yard, una piazza vivace e coloratissima, molto particolare. Camminando camminando in zona Holborne, vicino al Louvre, tocchiamo Bloomsbury Sq, poi tagliamo a destra in Sicilian Av. Nella negoziosa eppur fredda Kingsway St. (vicino al St. John's Soane Museum, di cui scoprirò ahimè solo l'indomani l'inestimabile valore!), ci facciamo una birra in un pub belga di nome Bierodrome, dove hanno un sacco di birre belghe. Il sex appeal di Chiara fa colpo sul barista arjentino, Diego, che ci fa le 2 pinte a 2.45 anzichè 9 e rotti. Sono le 18.25 e sarebbe tutto perfetto se non avesse rovesciato entrambe le birre sul tavolo riducendone, il valore commerciale a circa 2.45: evidentemente il barista è parente di Hiro Nakamura. Prendiamo una De Koninck io, una St. Feuillen Chiara.

Alle 19.25 seconda pinta della stessa, e le chiacchiere sgargarozzano come la birra.. (100 Club è il posto di ieri, NdR).

Alle 20.10 Chiara non si sente molto bene, forse a causa di qualcosa che ha mangiato ;)

Alle 21.20 prendiamo la Piccadilly per casa. Breve pausa a Covent Garden, poi linea blu per Ealing Common.

Alle 22 sbuchiamo a Ealing Common, passeggiata per casa.

Alle 22.15 siamo a casa. Chiara si fa una doccia e io scarico la posta, poi usciamo e andiamo da Nandos alle 22.45. Mi ordino un quarto di pollo spicy con cheese e riso spicy.

Per le 23.45 torniamo verso casa. Thè della buonanotte, e alle  00.45 si va a nanna.

Domenica: giro per Liverpool Street

Sveglia alle 8.30.

Mentre vado in doccia, Chiara mi prepara le gauffres con Maple Syrup (non Acer, che è invece una marca di elettronica). Strepitose. Lo sciroppo si attacca ovunque: tavolo, dita, ...

Per le 10.30 siam pronti per andar verso. Sì, ma dove? L'idea è di parcheggiare la valigia nel nord est, a uno sputo di metro da Stansted, e poi immergerci nella ruggente Londra domenicale.

Alle 10.42 siamo a Ealing Common, ad aspettare la metro per Liverpool St.

Alle 11.48 Lasciamo valigia in stazione (6.50L, soccmel!) e andiamo per Liverpool Street, una zona "up n coming", ovvero una zona depressa in via di ristrutturazione/urbanizzazione, sia abitativa che a livello di vita. Londra è così, mi spiegherà Loris più tardi: i quartieri in cui è trendy abitare o viver la sera o di giorno cambiano, un anno è di moda questo, un anno quello. La gente vende e compra case a ritmi incessanti, non come da noi in Italia.

Alle 12.05 prendiamo per Hanbury St. e compro un cravattino e due gemelli con scudo crociato di San Giorgio.

Caffè al volo al "Al Volo", in una traversina infima di Hanbury St., tutti italiani tranne una polacca che, vi assicuro, è più che giustificata per l'ottimo lavoro di mamma. Flirto un po' con la barista veneziana, sigaretta e andiamo.

Alle 12.40 usciamo da un tipico souk londinese, dove vendono t-shirts, sushi, ciabatte e paella, non prima di essercelo appuntato come meta per il pranzo. Ci addentriamo per Brick Lane: una meravigliosa viuzza con mercatini delle pulci e un po' di tutto. La quantità di gente toglie il respiro, oltre che il passo.

Alle 13 Incontriamo Marta e andiamo in un locale molto buio ma bello, mentre Chiara si prova un paio di pantaloni ipopagato (4 sterle, causa difetto di fabbricazione).

Alle 13.27, gira che ti rigira, torniamo verso l'Al Volo e ci sediamo in un localino in una via senza nome. Aspettiamo e ci facciamo un succo io ed un caffè le ragazze, prima che arrivi Loris.

Per le 14.18 torniamo nel souk, dove io e Chiara mangiamo nippo (temaki sushi e california), gli altri un'empanada gallega de 'atùn. Me lo faccio dettare perché sembro esser rimasto l'unico al mondo a non sapere lo spagnolo.

Ore 14.50: andiamo verso un locale consigliato da me, il Bagel Bake shop, una vera istituzione (parole sia della LP che di Loris) del luogo, dove ti riempiono una bagel con quel che vuoi, a prezzi stracciati.

Alle 15 passiamo davanti al Bagel Bake. La fila sembra comprovare il buon rapporto qualità prezzo, ma sembra toglierci l'appetito. Finita la via passiamo per viuzze, alla volta del mercato dei fiori. Virginia Gardens, poi Virginia Rd. Qui la gente via via si dirada e abbiamo un po' di respiro.

Alle 15.16 passiamo davanti a un pub trasformato in ristorante italiano (String Ray Globe Cafè) alla fine di Columbia Rd. Pienissimo. Loris ci dice che fanno un'ottima pizza, ma sembra non ci sia un solo italiano qui.

Ore 15.22: torniamo per columbia St.

Alle 15.32, in Hackney Rd, fotografo un graffiti di un suicida (dice la nostra guida Loris essere abbastanza tipico, da 'ste parti, trovare graffiti strani).

Di fianco c'è il St. George & Dragon; ci spiega che dentro è un pub arty-farty (parole di Loris, che fanno sorridere noi tre) molto bello e caratteristico, con gente un po' particolare, che, a una cert'ora, si mette a ballare ovunque.

Alle 15.35 viriamo per Kingsland Rd, piena di vietnamiti (di giorno poca roba, si trasforma poi di notte). Questa diversione di Loris è per portarci in un finto negozio scarpe: se guardi oltre l'insegna, dentro la vetrata in realtà è un bar trendy.

Poi tagliamo per una viuzza (Drysdale Lane) per Hoxton Street. Qui rasentiamo pochi metri l'imponente Old St., per tagliare subito per Curtain Rd. Sono le 15.42.

La zona, mi dice Loris, è molto giovane ed artistica, soprattutto di sera.

Man mano che si ritorna verso la vivace Liverpool St., vedi una viuzza semideserta e fatiscente, con un locale ristrutturato extra lusso, che farebbe la sua porca figura in via Montenapoleone.

Qui il paesaggio, da depresso (in via di rivitalizzazione) comincia a lasciare spazio a enormi palazzoni. Tra questi mi fa impressione un palazzone nero, altissimo, a palafitta. Da esso scende una specie di scala di sicurezza 'a chiamata': futuristico, tetro ed artistico nel contempo. Ci passiamo sotto e, magicamente, Loris ci fa sbucare nel retro della stazione, dove c'è a lato un Buddha femmina (fat lady) che a Chiara sembra in stile Botero. Sembra ci sia qualcuno che lo/a prende da dietro, ma non si capisce bene.. Chiara dice che sono i capelli, mentre Marta dice che 'estoi salido'.

Alle 16.20 da una straduzza a lato della statua (palazzo Bishops-qualcosa) arriviamo in stazione. Faccio un po' di coda bagagli e alle 16.40 prendo il trenino per Stansted. "In my defense" e Norah Jones danno la giusta connotazione melanconica e roca del trenino di ritorno a casa.

Alle 17.30 arrivo al check-in, e chi t'incontro? Loacker che fa entrambi i voli come i miei. Ci facciamo due chiacchiere mentre facciamo i codosi controlli di sicurezza. Birretta al bar e arriviamo al volo con solo 10 min di anticipo, ma tanto l'aereo è in ritardo.

Partenza ore 20.00, in ritardo. Giulio mi consiglia Wetherspoon, una divertente catena di pub: c'è ogni tipo di cliente, mangi di tutto, ... 30-40 birre. Buon trattamento, ed economico (1pt viene 1.70). Ci facciamo due chiacchiere, io, Giulio, e tale Moira di Furlè. Tra il posto ala (molto largo) e la compagnia, è certamente il volo più pacchia della mia vita.

 
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