Diario di Dublino •PDF• •Print• •E-mail•
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•Written by Riccardo Carlesso et al.•   
Tipico Leprecauno irlandese
Tipico Leprecauno irlandese
Synopsis. Un giorno il mio collega Frollo mi dice: "Sai Ric, ti ricordi che devo andare a Dublino a trovare quella tipa? Però devo rimandare il volo al 25 aprile, e a sto punto se qualcuno vuol venire con me mi va di andarci in balotta." Ho alzato la mano, dopo 1 ora avevo prenotato il volo RyanAir a 60€ per me e l'insostituibile Stefano, e come si dice il resto è storia... Anticipo per i deboli cuori che i nostri eroi andranno a trovare le amiche del Frollo Valentina ed Elena, e si incontreranno con l'amico Fabio 'Venerdì', il ricercatore del Trinity. Chi non legge il diario è un gobbshit. :)
Venerdì 25 Aprile 2008

Il volo e' previsto da Pisa per le ore 18, partiamo in auto alle 11 da Bologna e, causa un traffico della madonna, arriviamo all'ombra della torre pendente per le 15. Atterriamo a Dublino alle 19:45 circa, as expected (viaggio lunghissimo, vista l'ora di fuso).

 Prendiamo il taxi al volo e alle 21:44 siamo in hotel, room 407, as unexpected (l'albergo non aveva più doppie disponibili, così ci siamo beccati un free upgrade piazzandoci in una suite). Incredibile, la stanza è enorme, la zona letto con ferro da stiro è separata con porta scorrevole dalla zona giorno con divano, poltrona, sedie, tv, lettore dvd e... cucina con microonde, frigo vuoto (molto più figo di quello pieno se ci pensate), lavello etc! Figosissimo, domani sera festone a casa nostra.

Verso le 21:15 ci incamminiamo verso casa di Vale ed Elena, e nel Grand Canal vediamo una pondiga di 2kg che atterrisce il povero Ste. Baci e abbracci con le ragazze, che gentilmente mettono in lavatrice il pantalone che maldestramente ho sporcato ancor prima di salire in aereo a Pisa. Usciamo tutti assieme, percorriamo Harcourt St, la centralissima e pittoresca Grafton St, passiamo per Temple Bar e ancora verso nord oltre il fiume Liffey, fino a Parnell St. Ceniamo da Eddie Rocket's, fast food stile Happy Days, dove consumiamo hamburger, coca e patate con bacon e cheese. Poi ci spostiamo al Woolshed, pub australiano dove io provo la mia prima Guinness!!! Sugli schermi enormi del locale trasmettono la partita di rugby Australia vs New Zealand in occasione dell'Anzac Day (festivita', appunto, australiana e neozelandese). L'alcool scorre a fiumi, l'odore all'ingresso è pungente, come se fosse stata rovesciata birra per qualche quintale; viste le dimensioni del posto e la tranquillità con cui la gente va in giro con caraffoni di birra, forse quei quintali di cui parlavo ci sono, solo non per terra. Vedo storie di ordinaria follia: una waitress non ce la fa piu' a mescere birra, rovescia liquido e tira bicchieri nella stanza a fianco. Son tutti sbronzi duri, ragazzine dovunque che ti guardano con sguardo spento e allupato, gente che balla avendo lasciato la coordinazione nella nazione di origine.

 Usciamo e torniamo a Temple Bar, dove mi faccio uno spuntino notturno con una succulente crepe con sciroppo di acero e banana (yum!), mentre Stefano opta per una classica crepe alla Nutella. All'una le ragazze ci portano nel pub di fronte casa loro (The Barge) dove ci facciamo la birretta di chiusura serata. Il locale è un'autentica chicca, tutto in legno, con vari mezzi piani, zone chiare e scure, silenziose e rumorose, calme e affollate. Quando io sto mendicando di andare a letto mettono su musica inimballabile, per cui mi sento costretto ad andare in pista. Incredibilmente, mi metton su Don't stop believing dei Journey (dove ne pavoneggio col Frollo l'apparizione nella puntata di Scrubs 2S quando Eliot va dal suo ammaestratore di delfini). Tutti ballano grazie a noi. Andiamo a casa per le tre.

Sabato 26 Aprile 2008

Sveglia 10:33, doccia e thé nel cucinotto, soccia che pacchia, non mi sembra vero. Manca solo il limone, ci diciamo in stereo io e Ste ;)
Mezzogiorno: ci troviamo con i ragazzi. Saliamo per Camden St/Aungier St/Georges St fino a Temple Bar e Vale ci porta al Café Irie, al primo piano di una viuzza (Fownes St), in cui consumiamo una pasciutissima colazione irlandese con funghi, fagioli, salsicce, bacon & egg (manca solo lo spam), con contorno di pane e burro salato. Usciamo dal locale verso le 13:15.

Giro di shopping per: negozio U2 Memorabilia (dove compro una maglietta gialla), Hard Rock Cafè (dove Vale mi mostra la Trabant rovesciata dello ZooTv Tour, e io faccio miriadi di foto), il Guinness Store e Carroll's (negozietti di cose tipiche irlandesi dove comprerò cagate a più riprese tra oggi e lunedì), O'Connell St, O'Connell Bridge, lo spuntone parafulmine (the spire, sembra uscito direttamente da una carta di Magic) detto anche The Big Needle dai dublinesi che lo detestano, la statua di Joyce (in Talbot St) dove c'è un imitatore di Joyce goduriosissimo (un tizio vestito da clone della statua, e a scanso di equivoci giace a 3 metri da essa, che ogni volta che passa qualcuno da immobile si mette a fargli BUH oppure a fargli lo sgambetto col bastone, vado a fare un'offerta per beccarmi un po' di merda e invece si china meccanicamente e mi fa prendere un bigliettino. Io, in cambio - dato che avevo già visto la scena - gli do uno scontrino che gentilmente intasca mandandomi a cagare con lo sguardo). Attraversiamo Henry St e come ieri sera arriviamo al pub The Church (come indica il nome, si trova in una chiesa sconsacrata) ma stavolta ci han fatto entrare e ci siamo concessi un bell'irish coffee. Gli interni sono da urlo (nel senso: figuratevi voi a sbronzarvi dentro a una chiesa!!!).

Sono le 16, abbandoniamo una chiesa per dirigersi verso un'altra, infatti giriamo su Dame St fino a Christ Church (splendida), dove Vale ci fa entrare aggratis (non perchè è una assidua parrocchiana, ma perchè ha curato una mostra per loro). Dopo Christ Church convinco i ragazzi a entrare dal cancello del Dublin Castle (sempre su Dame St) dove ci imbuchiamo in una comitiva di italiani con una speaker irlandese che parla un italiano awful (o meglio teribbile). Scopriamo che parte della muratura è vichinga, e parte è altro (Romana? Boh!). Si vede dalla muratura e due diversi stili. Dice Ste che per capirlo devo guardare Braveheart. Poi si accorge che Braveheart è scozzese e non irlandese, ma vabbè che differenza fa. La tipa ci parla del "fosatto" del castello di cui vediamo alcuni particolari in muratura correlati.
Usciti dal sottosuolo, salutiamo e ringraziamo la simpatica guida (che sa benissimo che non abbiamo pagato, ma se parlicchia italiano deve essere stata nella Bella Italia a fare perfezionamento della lingua e da come parlava non penso certo abbia perfezionato alcunché di linguistico, non so se mi seguite guys).

 Nel retro del castello c'è la Chester Beatty Library, che non possiamo visitare in quanto già chiusa, ma facciamo un giro nel suo giardino con disegno celtico sul prato. Usciti dal castello ripercorriamo Dame St fino al Trinity College. Molto carino, all'uscita ci fermiamo da Butler's Chocolates a mangiarci un leggerissimo brownie a testa in Nassau St (mi ricorda la torta di cioncia), poi svoltiamo a sinistra su Dawson St e la percorriamo tutta fino a raggiungere St Stephen's Green e incamminarci verso casa. Fermata al Barge per un birrino con Ste e Vale, e doccia a casa. Poi cena dalle ragazze dove Frollo ha preparato 2 spaghi 'aglio&oglio' e delle succulente scaloppine all'aceto balsamico. In seconda serata andiamo tutti al Dragon in Georges St (noto locale gay) al leaving party di un collega di Elena, tale Alessandro de Roma. Il posto diventa via via meno vivibile (come musica e mole di gente). Col passare del tempo ho il piacere di far 2 chiacchiere con Ale su Dublino e il lavoro a Dublino (gli fan schifo entrambi - e per forza, lavorava alla Barclays, aggiunge Vale), e sto un'ora a parlare con Mark, il suo compagno (una mano sulla birra e una sul cuore) di Dublino, del weatjer, del lavoro etc. Dopo un po' di chiacchiere variegate, verso l'una vado a casa con Vale.

Domenica 27 Aprile 2008

Mentre le fanciulle finiscono di prepararsi,Sveglia alle 11:30, alle 12:45 siamo dalle ragazze, stasera ci portano al Brazen Head, il pub più antico di Dublino, dove Vale prenota x le 19:30. Mentre le fanciulle finiscono di prepararsi, noi baldi giovani ce ne andiamo a passeggio per la laterale Harcourt/Harrington, entriamo nella chiesa di St Kevin in Harcourt Rd, dove il prete ci fa notare dispiaciuto che è chiusa, dato che si sa che la domenica le chiese fanno orario ridotto. Sarà aperta domani fino alle 11, you know, vandalism. Stefano corregge, you know, fancazzism. Proseguiamo su per la piccola Heytesbury St dove ammiriamo tante casette a schiera con le classiche porte colorate dublinesi.

 Arriviamo finalmente alla cattedrale di St Patrick, costo d'ingresso proibitivo. Io e Ste, digiuni di monumenti, proviamo ad entrare. Niente di che a parte Jonathan Swift che è stato diacono qui dal 1714 al 45. Usciamo e andiamo nello splendido giardino della chiesa. La cosa più incredibile della chiesa (anzi direi della vacanza intera) è che il 'vaso' delle offerte è un fusto vuoto di Guinness. Vedere foto per credere.

Alle 15 circa arriviamo al pub O'Neill, di fronte al Tourist office (che sta in una chiesa sconsacrata splendida) in Suffolk St. Il pub è splendido, scuro e legnoso ti fa dimenticare il raro solleone di fuori e ti fa venir voglia di Guinness. Prendiamo dei piatti imbarazzanti, io prendo uno stinco di pollo impanato con cipolle contornato di copiose patate fritte geneticamente modificate, stuffing di prezzemolo impanato, e gravy sauce. La cosa più incredibile sono i convitati che urlano come noi in finale di mondiali per una partitucola di rugby (Saracens vs Munsters). Dai muscoli dei vicini, decidiamo di applaudire quando Munsters segnano punti. Alle 16:45 finisce la partita con la vittoria dei Munsters. Elena torna a casa a curarsi la tonsillite, mentre con Ste, Vale e Frollo camminiamo fino ad Abbey St dove prendiamo la LUAS rossa direzione Heuston Station. Arriviamo a Phoenix Park (splendido, il più grande d'Europa) col sole e Ste decide di prendere la bici. Mai idea fu più felice.

  Alle 19:10 siamo davanti al locale The Brazen Head, come dicevo il pub più antico di Dublino (stimato 1198). Alle 19:30 arriva il prode Venerdì, ordiniamo cucina tipica. Il nostro tavolo d'angolo è angusto e lo barattiamo con quello della coppia limitrofa. Tavolino più spazioso che perà ha tanti spifferi e la gente di passaggio ci urta di continuo. Fabio dice che qui ci suonava Sinead O'Connor. La gente è stracolloquiale, faccio subito balotta con il bartender bicentenario e alcuni vecchietti al bancone nel chiedere una Bulmers. Una tardona mi tocca il culo per sbaglio, mi emoziono, non resisto e faccio il simpatico, allora l'amica mi abbraccia e mi bacia. Arrossisco visibilmente. Vale prende del Brie fuso impanato con marmellata di mirtilli, io riso con pollo e curry (piatto tipico irlandese e sapientemente copiato da ogni cinese del mondo). Gli spifferi ci obbligano a rilocare a un terzo tavolino. Alle 21:29 (e prima Guinness nel locale) chiedo di sta fantomatica musica dal vivo, che mi dicono cominciare alle 21:30. Un gruppo country folk che sembra un po' più americano che irish suona banjo piano basso e batteria. Rubo a poco a poco sgabellini in sala musica mentre Ste socializza col gruppo che ci ha soffiato il tavolo che, sentendosi in colpa, ci tiene d'occhio le giacche. Dopo un po' si libera il nostro quarto tavolo a fianco della band. Le Guinness scorrono possenti in noi, e fan venir voglia di cantare. Vediamo scene che da sole valgono il biglietto (RyanAir) per Dublino: anziani che si improvvisano ballerini e giovani che fanno spazio, birra a fiumi, tanto calore e nessun molesto. Sembra quasi di vedere i Blues Brothers nel locale con chicken wire, l'atmosfera è altrettanto gioiosa ma per gli spazi è un po' più intima. A un certo punto suonano Brown Eyed Girl e la folla prorompe in ballo di gruppo, noi capifila, tardone spagnole a lato (tra cui una sosia della mamma di Stiffler).

Lunedì 28 Aprile 2008

Ore 9:30, sento la sveglia e dopo 5 secondi il Frollo che bussa, nell'andare ad aprirgli dico a Ste: cacchio che tempismo! E Frollo ci spiega che Steek Hutzee il tempismo, eran venti minuti che bussava ma col fatto che avevo chiuso la porta intermedia della suite era un po' dura sentirlo. Alle 12:00 siamo a Trinity College, dopo aver fatto uno stop ad un negozio di fate e folletti (Chrystal Wings) in Aungier St. Facciamo colazione con Fabio che diventa pranzo con ragazzotti, passiamo a far foto alla mensa che sembra quella di Harry Potter, e cagata a psicologia al Trinity College.  Mini passaggino al Book of Kells dove c'è la biblioteca nazionale e una sala da brivido (almeno dalle foto). Fabio può farne entrare uno gratis (dieci € son davvero troppi) ma il tempo stringe. Supercorsa alla Guinness Storehouse, arriviamo verso le 14:00, no coda (che culo), molto bella, ci fanno spillare la nostra birra e mi faccio insegnare a fare il trifoglio. Ci danno anche un attestato.

Alle 18:00 prendiamo il taxi per l'aeroporto, tassista godibilissimo con Mercedes, tale Raymond Duffy. Ci insegna un termine: Gobbshit (shait) - che vuol dire asshole. Traffico della madonna. Ray ci spiega che lui gioca semiprofessional soccer. Si è fatto due milioni di € in case giocando a soccer e girando mezza Europa, fa lo sborone come pochi ne ho sentiti in vita mia. Gli chiedo quanto paga di tasse e mi risponde con le dita circa l'un percento indicandolo col dito medio. E per le tre case che ha? Ha triplo nome Raymond Joseph Francis Duffy (con figlia Georgina). Va orgoglioso delle sue ruberie dato che il primo ministro ha dovuto dimettersi per corruzione. Arriviamo alle 18:45 in aeroporto, check-in e tutto al volo.

 Atterrati a Pisa, a mezzanotte portiamo il Frollo a vedere Piazza dei Miracoli, e poi cerchiamo disperatamente qualcosa di aperto per mangiare. Incredibilmente, troviamo un jappo aperto dove han finito tutto tranne il sushi, facciamo per sederci ma ci dicono che è finito pure il sushi. Quindi chiedo se hanno sashimi, riso bianco e miso. Alla risposta affermativa, ci sediamo incrociando le dita.

 

[TODO: aggiungici due tre foto!]

 
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